Corte di Cassazione, sez. I civile, 29 gennaio 2009, n. 2210

1. La Suprema Corte ha evidenziato come la cessazione degli effetti civili del matrimonio, comportando il venir meno dello stato di separazione coniugale, produca, conseguentemente, anche la cessazione della regolamentazione dei rapporti tra coniugi adottati adottata in tale sede. All’applicazione di tale principio soggiace l’eventuale assegnazione della casa coniugale disposta a favore di uno dei coniugi anche qualora la sentenza di divorzio nulla statuisca al riguardo. Il coniuge già assegnatario e comproprietario dell’immobile ne perde l’utilizzazione esclusiva ed i rapporti tra i due ex coniugi comproprietari dell’immobile dovranno essere regolati dalle norme sulla comunione (art. 1102 c.c.) fino a quando non intervenga una divisione.

2. L’attribuzione esclusiva della proprietà di un immobile disposta in sede giudiziale in favore di uno dei due ex coniugi ed il pagamento di un conguaglio nei confronti dei confronti dell’ex già comproprietario del bene pur trovando la propria origine nello scioglimento della comunione, costituiscono due obbligazioni separate e non sono pertanto legate da un rapporto sinallagmatico. Le due obbligazioni trovano autonoma tutela rispettivamente attraverso l’azione esecutiva in base al titolo che ha riconosciuto in conguaglio e con la richiesta di rilascio dell’immobile.

E’ pertanto inapplicabile la normativa contrattuale in materia di scioglimento del negozio per inadempimento.

(Altalex)