L’indulto e la legge n. 241/2006

La Legge sull’indulto n. 241 del 31.07.2006 ha consentito l’applicazione dell’indulto, il quale permette l’estinzione della pena, ma solo in casi determinati.

L’art 1 della suddetta legge elenca tali condizioni necessarie alla applicazione dell’indulto:

per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006

nella misura non superiore a tre anni

per le pene detentive

non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie, sole o congiunte a pene detentive.

Generalmente l’indulto viene applicato, per tuttti questi casi, d’ufficio.
Tuttavia, a causa della enorme mole di lavoro cui i giudici sono sottoposti nell’emettere le relative ordinanze di applicazione dell’indulto, è consigliabile per alcuni casi, proporre apposita istanza di richiesta applicazione indulto con lo scopo di accelerare i tempi e/o quantomeno ottenere la sospensione di eventuali possibili procedure esecutive in corso (ad esempio, l’avvio della procedura di ingiunzione da parte dello Stato attraverso l’invio di cartelle di pagamento al condannato).
La richiesta di applicazione dell’indulto va presentata dall’interessato al Giudice dell’esecuzione. Nell’istanza devono essere indicati tutti gli elementi che giustifichino l’applicazione dell’indulto con la necessaria documentazione. L’istanza può essere presentata anche dal difensore.
L’Avv. Mileo è specializzata nell’assistenza e alla redazione dell’apposita istanza, affinché questa sia completa di tutti i suoi elementi necessari all’accoglimento.

 

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