La compilazione del modello EAS per gli enti associativi

Attraverso il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 settembre 2009 è stato approvato il modello con le relative istruzioni per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli Enti Associativi (articolo 30, DL 185/2008 convertito con modificazioni dalla legge 2/2009), con scadenza prevista per l’invio del modello il 15 dicembre 2009.
La compilazione del modello EAS compete a tutte le associazioni non commerciali, comprese quelle che si limitano a riscuotere quote associative o contributi, e che dovranno apportare dichiarazioni su aspetti fiscali, organizzativi e gestionali dell’ente.
Trattasi tuttavia di onere in capo alle associazioni suddette, poiché gli enti associativi che, nel termine del 15 dicembre 2009, non invieranno il modello EAS compilato, non avranno diritto ad usufruire dei regimi agevolativi ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, come, ad esempio, la detassazione delle quote associative (il regime agevolato è definito dall’articolo 148 del TUIR e dall’articolo 4, quarto comma, secondo periodo, e sesto comma, del DPR 633/1972).
Per gli enti costituiti dal 15 ottobre in avanti il modello EAS dovrà essere inviato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente.
Come detto, gli enti interessati alla compilazione del modello Eas sono tutte le associazioni non commerciali, private, che hanno un codice fiscale e/o partita Iva, comprese quelle che si limitano a riscuotere quote associative o contributi dai soci. Tra queste possono godere di dell’invio del modello con compilazione semplificata: gli Enti associativi i cui dati sono disponibili presso pubblici registri; gli Enti associativi i cui dati sono disponibili presso amministrazioni pubbliche, e quindi anche associazioni religiose, i movimenti e i partiti politici, le associazioni sindacali, le associazioni di ricerca scientifica.
Fermi restando i chiarimenti forniti con la circolare 12/E del 9 aprile 2009 in merito alle disposizioni relative agli enti associativi relative all’art. 30 del D.L. n. 185/2008, a seguito dei confronti avuti con i rappresentanti dell’Agenzia delle Onlus, del Forum del Terzo settore e delle associazioni di categorie, sono state fornite con la nuova circolare 45/E del 29 ottobre 2009, ulteriori precisazioni in merito alla natura, ai contenuti della comunicazione, ai soggetti tenuti alla presentazione del modello e alle modalità di compilazione dello stesso.
La circolare 45/E ribadisce che la comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali, prevista dall’articolo 30 del DL n. 185 del 2008, costituisce un onere che grava, in via generale, su tutti gli enti privati non commerciali di tipo associativo che si avvalgono del regime tributario previsto dall’articolo 148 del TUIR e dall’articolo 4, quarto comma, secondo periodo, e sesto comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.Pertanto, gli enti associativi esistenti o di nuova costituzione che non provvedano all’invio del modello EAS nel termini previsti non possono fruire dei regimi agevolativi ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA di cui agli stessi articoli.
Restano esonerati dalla presentazione del modello EAS per espressa previsione dello stesso articolo 30 del DL n. 185 i seguenti soggetti:
- associazioni pro-loco che optano per l’applicazione delle disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398;
- associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro del Comitato olimpico nazionale italiano che non svolgono attività commerciale;
- organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all’articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266 che non svolgono attività commerciali al di fuori di quelle marginali individuate con decreto del Ministro delle finanze 25 maggio 1995.
In particolare, per quanto riguarda le organizzazioni del volontariato, la nuova circolare chiarisce che le associazioni iscritte nei registri regionali di cui alla legge n. 266 del 1991, che svolgono attività commerciali al di fuori di quelle marginali di cui al citato DM 25 maggio 1995 e che, pertanto, non assumono la qualifica di ONLUS di diritto, sono tenute alla presentazione del modello EAS secondo le modalità semplificate. Nella nuova circolare (45/E) è stato altresì chiarito che le ONLUS, in quanto destinatarie di una specifica ed organica disciplina e in quanto iscritte in un’apposita anagrafe, non rientrano fra i soggetti tenuti all’invio del modello EAS. Sono parimenti escluse dall’onere della presentazione del modello le ONLUS di diritto di cui all’articolo 10, comma 8, del D.Lgs. n. 460 del 1997 e pertanto, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le organizzazioni di volontariato che svolgono esclusivamente attività commerciali marginali, nonché le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381. Per quanto riguarda le ONLUS parziali di cui all’articolo 10, comma 9, del D.Lgs n. 460, si fa presente che ove le stesse abbiano natura di enti associativi e fruiscano delle agevolazioni sopra menzionate (art. 148 TUIR e art. 4 IVA) per le attività diverse da quelle per le quali hanno ottenuto la qualifica di ONLUS, assolvono l’onere della comunicazione secondo le modalità semplificate previste dalla circolare stessa.
Non sono, inoltre, tenuti all’invio dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali:
- gli enti che non hanno natura associativa, come ad esempio le fondazioni, e che, pertanto, non si avvalgono delle disposizioni sopra richiamate;
- gli enti di diritto pubblico. Secondo quanto precisato, infatti, con circolare n. 12 del 2009, l’onere della comunicazione di cui al citato articolo 30 del DL n. 185 del 2008 deve essere assolto esclusivamente dalle associazioni di carattere privato, come si evince dalla rubrica della stessa norma (“controlli sui circoli privati”);
- gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (ad es.: fondi pensione) che non si avvalgono della disciplina fiscale recata dagli articoli 148 del TUIR e 4 del DPR n. 633 in argomento.
Resta inteso che l’onere della trasmissione del modello EAS non riguarda gli enti associativi commerciali che, non avendo i requisiti per assumere la qualifica di enti non commerciali, non accedono ai benefici recati dagli articoli 148 del TUIR e 4 del DPR n. 633 del 1972.
Si precisa, da ultimo, per le Associazioni e società sportive dilettantistiche:
pur essendo previsto dall’ articolo 30 del DL n. 185 l’esonero dalla presentazione del modello EAS per “le associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro del Comitato olimpico nazionale italiano che non svolgono attività commerciale” si ricorda, come evidenziato nella citata circolare n. 12 del 9 aprile 2009, che sono tenute all’onere della trasmissione del modello le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività strutturalmente commerciali, ancorché “decommercializzate” ai fini fiscali ai sensi degli articoli 148, comma 3, del TUIR e 4, quarto comma, secondo periodo, del DPR n. 633.
Ne consegue che sono tenute alla trasmissione del modello tutte le associazioni sportive dilettantistiche che, a fronte delle prestazioni rese nell’ambito di attività strutturalmente commerciali, percepiscano corrispettivi specifici, a nulla rilevando la circostanza che detti corrispettivi vengano eventualmente qualificati come contributo o quota associativa.

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